CCI

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1. Presentazione

Il Centro per la Cooperazione Internazionale (CCI) nasce nel 2017 dall’unione tra il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale (operativo dal 2008) e il progetto Osservatorio Balcani Caucaso – Transeuropa (operativo dal 2000 in seno alla Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto).

Il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale (CFSI) viene istituito nel 2008 su indicazione della legge della Provincia autonoma di Trento (04/2005) in materia di solidarietà internazionale. Questa norma introduce una percentuale fissa del bilancio provinciale (0,25%) da destinarsi a iniziative di cooperazione internazionale allo sviluppo e disciplina il CFSI, il cui compito principale risultava quello di concorrere al rafforzamento delle competenze e delle capacità di quanti operano nel settore ai fini di migliorarne l’efficacia (OECD, 2005). Il CFSI diventa l’Unità Operativa del CCI Unità Operativa Competenze per la Società Globale (U.O. CSG).

Sono attualmente soci del CCI la Provincia autonoma di Trento, l’Università di Trento, il Comune di Trento, il Comune di Rovereto e la Fondazione Opera Campana dei Caduti. Uno specifico protocollo d’intesa regola inoltre la collaborazione con il Centro OCSE/ OECD di Trento.

La vision e la mission del CCI. La crescente interdipendenza tra livelli locale e globale richiede a tutti i territori di rafforzare le alleanze con altri territori al fine di valorizzare la propria specificità e le proprie risorse e competenze, nell’ottica di contribuire responsabilmente a contrastare disuguaglianza e iniquità sociale ed economica. La cooperazione internazionale si propone come strumento strategico e di azione poiché contribuisce ad elaborare efficaci risposte locali a questioni globali di natura ambientale, economica, sociale; a mitigare le disuguaglianze e a promuovere sviluppo e coesione sociale; ad interpretare l’autonomia e l’autogoverno del Trentino (provincia autonoma nell’inquadramento giuridico italiano) quali occasioni per promuovere un suo ruolo consapevole e responsabile nel contesto nazionale, europeo e internazionale.

2. Educazione alla cittadinanza globale

L’UNESCO definisce l’ECG come l’insieme di conoscenze, atteggiamenti, abilità, competenze che fanno di ciascuna persona un cittadino “globale”. Ciò che caratterizza l’essere “globale” è ancora lontano dall’essere identificato e univocamente riconosciuto, tuttavia si dà per assunto che abbia a che fare con una percezione del mondo allargata, con il concepire e il vedere “altri”, diversi da sé, come portatori di cultura, interessi e diritti, con il cogliere gli effetti di azioni individuali (le proprie in primis) a livello non esclusivamente micro ma in quanto parte di un sistema fortemente intrecciato. Questa visione fa dell’ECG una “tensione educativa” che è allo stesso tempo espressione e necessità delle società contemporanee complesse. Perché l’ECG presuppone la possibilità e l’effettiva immersione di ciascun individuo, seppur in misura diversa, in un sistema di interazioni globali e continue e quindi in una condizione potenziale di apprendimento permanente. Non è difficile cogliere in queste caratteristiche i profondi nessi e i tratti comuni all’ECG con quelli della cooperazione internazionale intesa in senso lato, come opportunità di reciprocità, com’è stata interpretata e praticata negli anni dal Centro attraverso le proprie attività.

Dal 2015 il Centro (CFSI e poi U.O. CSG) ha pertanto scelto di rivolgere crescente attenzione all’ECG per gli elementi di assoluta rilevanza e di carattere sostanziale che introduce nella formazione alla cooperazione internazionale: primo fra tutti, un salto di paradigma da una visione dell’incontro con l’Altro mossa da un sentimento di vicinanza rispetto ad una situazione di bisogno o disagio, ad una basata sulla condivisione di una comune condizione di cittadinanza, con annessa titolarità di diritti e doveri. Un riconoscere quindi centralità alla cittadinanza in quanto tale in una relazione di scambio, non di aiuto, tra persone. Questo ribaltamento della prospettiva ha conseguenze importanti anche sulla formazione, a partire dalle destinatarie cui si rivolge: l’ECG non è un sapere per addetti ai lavori, o per poche elette, o per appassionati. E’, per definizione, un sapere di tutte e tutti. E non è più oggi nemmeno opzionale: è una condizione del vivere nelle società complesse del terzo millennio.

Il Centro Insegnanti Globali. Il CCI a partire dal 2018 ha attivato il Centro Insegnanti Globali, un hub tematico che offre servizi di consulenza, formazione e coordinamento a insegnanti e associazioni che si occupano di Educazione alla Cittadinanza Globale in contesti formali e non formali. Il CIG offre alle docenti l'opportunità di confrontarsi sui temi dell'ECG: sostenibilità ambientale, intercultura, diritti umani, giustizia sociale, interdipendenze globali, etc... Intende inoltre accompagnare gli insegnanti nella realizzazione di percorsi interdisciplinari di ECG mettendoli in rete con le associazioni del territorio e offrendo al contempo alle scuole la possibilità di essere informate e coinvolte in progetti locali, nazionali ed europei ai quali il CCI aderisce come partner o di cui è promotore. Nel corso dell’anno scolastico propone attività di formazione per insegnanti di ogni ordine e grado con l’obiettivo di promuovere competenze di ECG in linea con la normativa provinciale (art. 2 comma f della Legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5) per integrare i temi globali all'interno della programmazione curricolare. Il Centro per la Cooperazione Internazionale è infatti accreditato presso l’Istituto Provinciale per la Ricerca e la Sperimentazione Educativa per il riconoscimento delle ore di formazione ai fini dell’aggiornamento dei docenti e collabora attivamente con l'Ufficio UNESCO - sede di Venezia.

3. Reti/networks

Oltre a Profadel, ICC collabora con le seguenti reti:

- Il Centro è tra i soggetti promotori, con OCSE e l’Università EAFIT di Medellin, della Rete CODEL-LAC (Red Comunidad y Desarrollo Local en América Latina y Caribe) che raggruppa istituzioni e organizzazioni della società civile latinoamericane impegnate sui temi dello sviluppo locale sostenibile

- A livello europeo il CCI è inserito all’interno della rete DARE (Democracy and Human Rights Education in Europe) dal 2016, quando ha partecipato a Zagabria alla conferenza Networking European Citizenship Education. Aderiscono alla rete circa 50 organizzazioni della società civile provenienti da 26 paesi europei con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’educazione alla cittadinanza democratica e dell’educazione ai diritti umani e che, attraverso la rete DARE, mirano a rafforzare il riconoscimento, la visibilità e le risorse ad essa destinate nei sistemi di istruzione formale e non formale in Europa.